Attraversare la Vallemaggia è un viaggio che sa già di avventura. Il fiume ci accompagna con le sue pozze cristalline, i prati sono punteggiati di fiori e i rustici in pietra raccontano la storia del Ticino. Ci spostiamo verso nord, fino a Peccia, dove la pietra regna sovrana. Anche se siamo solo di passaggio, sembra di sentire nell’aria il suono ritmico degli scalpelli, mentre la mano dell’uomo trasforma la roccia grezza in arte. Proseguiamo fino a Fusio, in Val Lavizzara, da dove parte il sentiero che, in poco più di due ore, ci fa raggiungere il Lago di Mognola. Il tracciato si inerpica sotto i larici e abeti, immerso in un profumo di resina e muschio. Un sentiero d’alta quota che ha come colonna sonora il cinguettio degli uccellini.
Incastonato tra distese erbose e larici solitari, appare il Lago di Mognola. L’acqua è fredda, di un colore vivido con riflessi che cambiano con la luce e il vento. Attorno si alzano pareti di roccia compatta: falesie naturali che sono un richiamo irresistibile per gli amanti dell’arrampicata e del bouldering. Il corpo per un attimo si rilassa, la mente si svuota. Mi sento nel posto giusto al momento giusto, pronta ad affrontare la scalata. Ci troviamo in un angolo di Ticino dove la natura si mostra nella sua forma più autentica e pura. Qui ci si connette con la montagna.