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Cima Norma Art Festival 2021

La seconda edizione del Cima Norma Art Festival si terrà dal 14 agosto al 3 ottobre 2021 negli spazi della Fondazione La Fabbrica del Cioccolato a Torre/Blenio e si svilupperà attorno alla mostra personale dell’artista Tarik Hayward. La performance di Anne Rochat SPO2 si terrà il 2 ottobre presso il Pozzon di Osogna. In occasione del Festival viene inoltre presentata in diversi luoghi del Cantone una campagna di affissione pubblica con fotografie di Gian Paolo Minelli. Questo il programma completo degli eventi:


14 agosto -3 ottobre
Tarik Hayword
Archifossile

Esposizione personale
Ex Cima Norma – Torre/Blenio
Orari:
giovedì a domenica
10.00-18.00
lunedì-mercoledì
chiuso
In occasione degli eventi serali l’orario d’apertura è prolungato fino alle 23.00

Al centro del festival vi è quest’anno una mostra personale dell’artista Tarik Hayward, che da anni indaga con il proprio lavoro il tema delle rovine. Quello dell’artista romando è un approccio artistico che si caratterizza per l’estrema coerenza con cui si muove tra competenza artigianale e bricolage, tra attivismo politico-ecologico ed estetica minimalista, tra arte e vita. Per questa mostra l’artista ha elaborato un grande progetto scultoreo che si confronta con la monumentalità degli spazi della ex Cima Norma. Come sempre nel caso dei suoi lavori, si tratta di un progetto frutto di un lungo processo di produzione che l’artista ha eseguito direttamente sul posto e che ha portato alla creazione di grandi forme sospese tra fragilità e monumentalità. Sculture che richiamano al contempo frammenti architettonici e resti organici e che sono nate da una riflessione attorno al concetto di “archifossile” elaborato dal filosofo francese Quentin Meillassoux.

 

14 agosto
Ore 18.30

Inaugurazione ufficiale dell’edizione 2021

Ex Cima Norma – Torre/Blenio

 

Apertura ufficiale della seconda edizione con interventi di Elio Schenini, direttore artistico del Festival e di Giovanni Casella Piazza, presidente della Fondazione La Fabbrica del Cioccolato. Segue rinfresco.

 

14 agosto
Ore 19.00

Sonic Boom
Performance di Tarik Hayward e Anne Rochat
Ex Cima Norma – Torre/Blenio

In occasione di una residenza artistica in Cina, Tarik Hayword e Anne Rochat hanno elaborato un progetto performativo comune che ripropongono in occasione dell’inaugurazione del Festival. Negli spazi bui e freddi delle grandi cantine della fabbrica, le vecchie mura sembrano tremare come se dovessero crollare da un momento all’altro, tra lampi di luce, rulli di tamburo e sinuosi schiocchi di frusta che abbattono la barriera del suono.

14 agosto
Ore 21.00
Monte Mai
Concerto

Ex Cima Norma – Torre/Blenio

Il trio svizzero-inglese Avant-pop formato nel 2019 da Fabio Pinto, Fabio Besomi e Anaïs Schmidt si muove con grande leggerezza e libertà tra la molteplicità di stili emersi degli ultimi decenni, mescolando, fondendo e ibridando elementi diversi per dare vita a un paesaggio sonoro frammentario che non rinuncia al gusto per la sperimentazione costante ma nemmeno alla piacevolezza sensuale delle melodie. Tra ballate visionarie e reminiscenze dance e funky che rimandano agli anni Settanta, la loro musica appare come un lussurioso caleidoscopio di suoni che cercano di ricomporre le rovine del passato per dare vita a un universo sonoro che sappia proiettarci nel futuro.

 

14 agosto -3 ottobre
Una memoria di ombre e di pietre
Montaggio di sequenze di film a cura di Elio Schenini

Loop, 59’
Ex Cima Norma – Torre/Blenio
Orari:
giovedì a domenica
10.00-18.00
lunedì-mercoledì
chiuso
In occasione degli eventi serali la proiezione è prolungata fino alle 23.00

 

In questo montaggio, espressamente realizzato per il Festival, si dipana un racconto cinematografico frammentario tra le rovine del Novecento. Un percorso che va dalle rovine a perdita d’occhio della Berlino distrutta dalle bombe alleate filmata da Rossellini alla desolazione vuota di macerie del paesaggio post nucleare di Hiroshima documentato da Resnais; dagli ammassi di corpi irrigiditi come blocchi di basalto narrati dai reduci della Shoha a Lanzmann, alla quotidianità dilaniata dalle bombe di Sarajevo raccontata da Angelopoulos. Un percorso che dalla “zone” di Cocteau e di Tarkovsky giunge fino all’Apocalisse dei pozzi petroliferi che bruciano nel deserto iracheno filmati da Herzog. Un percorso che ci ricorda il valore e il dovere della memoria a cui le rovine, quelle di pietra e quelle d’ombra, ci richiamano.

 

18 agosto
Ore 20.00
Ricomposizioni
Conferenza di Martino Pedrozzi

e proiezione del documentario Essere felici di Vasco Dones e Franco Cattaneo, 2020
Ex Cima Norma – Torre/Blenio

Come quando si ricompone una salma prima di dargli sepoltura attraverso dei gesti che cancellando i segni del decesso, cercano di mantenere viva l’immagine del defunto durante il doloroso momento del distacco, Martino Pedrozzi alcuni anni fa ha iniziato a riordinare i mucchi di pietre disordinate di alcune cascine distrutte per far riemergere le tracce delle antiche fondamenta. Sono nate in questo modo sugli alpeggi della Val Malvaglia le sue prime “ricomposizioni”: un gesto architettonico che si misura con semplicità e rigore con le rovine prodotte dall’abbandono. Al termine della conferenza verrà proiettato il documentario Essere felici realizzato nel 2020 da Vasco Dones e Franco Cattaneo, che documenta la “ricomposizione” dell’Alpe di Luzzone.

 

20 agosto
Ore 20.00
Appunti dall’Olocene

Una lettura dal romanzo L’uomo nell’Olocene di Max Frisch
Adattamento di Flavio Stroppini e Monica de Benedictis
Con Margherita Saltamacchia e Rocco Schira
Musiche originali Andrea Manzoni
Produzione Teatro Sociale Bellinzona – Bellinzona Teatro, 2021

Ex Cima Norma – Torre/Blenio

 

Nella solitudine del suo eremo in val Onsernone il signor Geiser cerca nella memoria e nei libri le armi per resistere al tempo. Lotta contro il nubifragio che ha divelto la natura e contro l’erosione impietosa del suo corpo e della sua mente. La figlia Corinne è la sola che può decifrare gli sforzi di un uomo sempre più fragile. Frugando tra i segni lasciati dal padre cerca di riappropriarsi dei suoi ricordi… Il Teatro Sociale Bellinzona mette in scena per la prima volta in italiano il romanzo più ticinese di Max Frisch, forse la sua opera più profonda e affascinante. Lo spettacolo teatrale debutterà il 7 dicembre. A Dangio ne viene proposto uno studio in forma di lettura in un adattamento pensato per il Cima Norma Art Festival.

 

21 agosto
Ore 20.00
La città e i suoi fantasmi. Un’escursione con Yari Bernasconi
Reading poetico

Ex Cima Norma – Torre/Blenio

Come un filo rosso, le immagini di rovine affiorano continuamente nella poesia del ticinese Yari Bernasconi, fin dai suoi esordi nel 2009 con il poemetto Lettera da Dejevo. Quel resoconto di viaggio esistenziale, infatti, poi inserito in Nuovi giorni di polvere (Edizioni Casagrande, 2015), tratteggia con estrema sintesi le immagini di un villaggio diroccato, abbandonato dai soldati sovietici all’inizio degli anni ’90. In questo luogo ridotto in macerie, in balìa delle forze della natura, un muretto si tiene simbolicamente «in piedi, quasi fiero. / Come in attesa di un’esecuzione». Così, tra «grumi di pareti sbiadite e abbandonate», le immagini di architetture in rovina servono al poeta per evocare i «luoghi vacillanti» fuori e dentro di noi. Un’esplorazione che Yari Bernasconi continua anche nel suo ultimo libro di poesie, dal significativo titolo La casa vuota (in uscita a settembre per l’editore Marcos y Marcos), che si apre non a caso con un Ritorno a Dejevo e si chiude con La città fantasma.

 

21 agosto
Ore 21.00
Cyril Cyril
Concerto

Ex Cima Norma – Torre/Blenio

 

Composto dal chitarrista e cantante Cyril Yeterian e dal batterista e percussionista Cyril Bondi, il duo ginevrino ha pubblicato nel 2017 il suo primo album dal titolo Certaine ruines. Un album che li ha immediatamente portati all’attenzione del pubblico e della critica per la loro singolarità nel panorama musicale svizzero. La loro è una musica che sembra nascere sulle rovine di un paesaggio sonoro in cui si mescolano influssi etnici e orientali. Una musica dalla forza ipnotica che sembra emergere dalle vestigia di una futura apocalisse. Una musica in cui si fondono i frammenti rimescolati di antiche melodie, intessuti da ritmi incalzanti e riff trascinanti e dove i testi si stagliano ossessivi come implacabili litanie che descrivono i guasti del nostro mondo.

 

2 ottobre
Ore 19.00
SPO2
Performance di Anne e Jean Rochat
Musica di Laurent Bruttin

Pozzone
la Réssiga 9
6703 Osogna/Riviera

 

Risparmiare il proprio fiato, prendere coscienza dello sforzo dei propri polmoni, ricostruire il legame con l’altro attraverso una respirazione condivisa. Anne e Jean Rochat s’immergono nel Pozzone di Osogna con un tubo che devono condividere e che viene alimentato da alcuni volontari che pompano aria dalla riva. I due performer si trovano al contempo nel ventre del pianeta, l’acqua da cui ha origine la vita, e in un ambiente ostile nel quale devono organizzarsi per sopravvivere. Le immagini di questa performance, proiettate in diretta su uno schermo posto sulla riva e accompagnate dalla musica di Laurent Bruttin, ci proiettano in un mondo segnato delle rovine prodotte dai mutamenti climatici e diventano il simbolo della necessità di ridefinire il nostro rapporto con il mondo a partire dalla comprensione del profondo rapporto di interdipendenza che lega tutti gli esseri e gli organismi che popolano questo pianeta.

 

9 agosto – 23 agosto
Gian Paolo Minelli. Rovine del nostro tempo
Fotografie negli spazi delle affissioni pubbliche

Luoghi diversi in Ticino

Fin dal 1998, quando aveva realizzato la serie delle Discariche, l’obiettivo del fotografo ticinese Gian Paolo Minelli si è soffermato spesso sulle macerie e le rovine che popolano i luoghi periferici della nostra società. Luoghi semiabbandonati, dove, tra cumuli disordinati di mattoni spezzati, frammenti di intonaco scrostato e lastre di metallo arrugginite si ergono edifici traballanti sui quali si incidono le impronte disperate di coloro che questi luoghi sono costretti a viverli. Che si tratti dei sobborghi di Chiasso, delle periferie parigine o delle villas miserias in Argentina, quelle che vediamo non sono altro che le rovine di quel mondo spensierato e felice che domina nelle pubblicità.

 

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