Storia: In kayak sul Lago di Lugano

Da una riva all’altra solcando il lago

Scoprire angoli nascosti da Lugano a Gandria in kayak

Dal Golfo di Lugano, una pagaiata dopo l’altra, si possono scoprire affascinanti angoli nascosti che altrimenti sfuggono agli occhi del turista. Eva ci guida verso Gandria e poi dall’altra parte del lago, dove attendono invitanti grotti. Tra i flutti affiorano anche curiosità e ricordi.

IL PERSONAGGIO

Eva Antonini, pagaia tra arte e panorama

Eva Antonini, pagaia tra arte e panorama
Al mattino presto o alla sera il lago è calmo e piatto, non ci sono ancora le onde create dalle barche o dal vento e la natura si rilassa.

“Ehi, fermatevi! Sì, voi in canoa! Mi piacerebbe tanto provare, come posso fare?” È iniziata così, 6 anni fa, con un fischio e una domanda, la passione di Eva per il kayak.

Lei e suo marito Nicola stavano facendo jogging vicino al pontile, dove c'è l’ombrellone giallo e blu del bagnino del Lido di Lugano; i canoisti invece stavano rientrando in sede, poche onde più in là, dopo una lunga pagaiata sulle tranquille acque del Ceresio. Un movimento rilassante, regolare e ritmico che affascina e rilassa allo stesso tempo: bisognava provarlo. Ora Eva ne è entusiasta e non si fa sfuggire nessun’occasione per comunicarlo.

Eva è un’artista: a Lugaggia, una frazione del comune di Capriasca, ha il suo nuovo atelier di scultura immerso nel verde dove crea corpi e volti con la terra. Un legame forte, quasi istintivo, con la terra e il territorio che ama e che le dà ispirazione.

Sentiva da sempre la voglia di creare dell’arte, ma la svolta è arrivata nei primi anni del 2000 quando ha capito che riusciva a trasferire le sue idee sulla materia, trasmettendole forza e passione. È stata una rivelazione.


Non solo ‘cibo per la mente’: assieme a suo marito Eva prende ispirazione dal territorio ticinese, ma soprattutto lo vive al 100%.

Mountain bike, corsa e kayak in estate, sci di fondo in inverno (“nella stagione fredda non esco in canoa: fa troppo freddo ai piedi e alle mani” dice sorridendo). Sono tutti sport impegnativi, anche il kayak. “Soprattutto quando dobbiamo fare il ‘lancio’ della canoa dal pontile”, afferma Eva sorridendo.

È un po’ scomodo, è vero, ma una volta sulla superficie del lago la tranquillità fa dimenticare tutto.
E allora partiamo alla scoperta!

Grazie al kayak si possono conoscere tanti angoli nascosti del Luganese e vedere il mondo da un’altra prospettiva, con altri occhi.


Stando comodamente ‘seduti sul lago’, una pagaiata dopo l’altra, si può scoprire un porticciolo risalente al ‘900 o una delle cantine di Gandria che non è stata trasformata in un grotto. C'è poi la parete dove passano dei camosci, lo splendido giardino di una villa privata affacciata sul lago oppure la foce del Cassarate.

Lugano vista dal lago è straordinaria: la città tutta shopping, frenesia e luci, lascia il posto alle tranquille onde sull’acqua che fanno ondeggiare l’imbarcazione cullandoti ai caldi raggi di sole della sera.

Le luci, riflesse nello specchio d’acqua, creano uno spettacolo surreale.

Pro tip
Alcune delle opere di Eva sono state selezionate per l’esposizione al Carrousel du Louvre, legato alla Società Nazionale di Belle Arti (SNBA) di Parigi.
Gli abitanti di Gandria vengono chiamati "Tor" (tori). Un soprannome che sarebbe legato alle grandi fatiche necessarie per raggiungere altri paesi.
Dal 1932 la Traversata del Lago di Lugano (2.5 km) attraversa il 46mo parallelo andando da Caprino al lido di Lugano.

“Al mattino presto o alla sera il lago è calmo e piatto, non ci sono ancora le onde create dalle barche o dal vento e la natura si rilassa”: è il momento migliore per vivere un’esperienza di piena tranquillità e armonia sull’acqua.
I cigni e gli altri abitanti del lago sono anche loro più rilassati e affiancano con curiosità la tua imbarcazione e a volte ti superano guardandoti con un’aria di sfida.
 

Hanno ragione: i padroni del lago sono loro!
Grazie e arrivederci.

"Un’esperienza di piena tranquillità e armonia sull’acqua."

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