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Itinerari artistici: l'Ultima cena

La rappresentazione dell'Ultima cena è assai diffusa negli edifici religiosi della Svizzera italiana, dove se ne contano un centinaio. La più conosciuta è quella di Ponte Capriasca (Sant'Ambrogio), copia della Cena di Leonardo da Vinci in S. Maria delle Grazie a Milano, eseguita da un suo allievo, Cesare da Sesto.

Altro Cenacolo importante e intenso, forse il migliore in Ticino, quello di Bernardino Luini in S. Maria degli Angeli a Lugano, anch'esso ispirato al capolavoro leonardesco.

Interessanti le raffigurazioni dell'Ultima cena a Novazzano, nell'oratorio dell'Annunziata, attribuita a G. B. Tarilli, e ad Arosio, assai ingenua, opera di Antonio da Tradate.

Nella collegiata di Bellinzona si trova una tela di Camillo Procaccini (1551-1629), animata e così realista da mostrare persino un buco nella tovaglia, mentre ad Arbedo (Chiesa rossa) il dipinto attribuito ai Seregnesi mette in evidenza un Giuda che mangia il boccone portogli da Gesù; ancora dei Seregnesi il Cenacolo in san Bernardo sopra Monte Carasso.

Quattrocentesche e gustosissime le raffigurazioni a Ditto e Curogna, monti sopra Cugnasco, che mostrano tavole imbandite con gamberi e ciliege, sotto gli occhi disperati di un Giuda ritratto di profilo.

A Brione Verzasca si trova un'Ultima cena tra le più antiche, opera del Trecento di un maestro legato alla scuola giottesca.

Sono in terracotta le statue di Francesco Silva di Morbio Inferiore che compongono il Cenacolo nel santuario della Madonna del Sasso a Orselina, opera secentesca ed essenziale.

In valle Onsernone, a Loco, si trova invece un'intensa Ultima cena di Goetfried Maes del 1683.